Sebo e caduta dei capelli: c'è davvero un legame?

Chi ha la cute grassa e nota qualche capello di troppo nella doccia arriva quasi sempre alla stessa domanda: sarà il sebo che soffoca i capelli e li fa cadere? È una convinzione diffusa, alimentata da anni di pubblicità che parlano di cute da liberare e di follicoli che respirano.
La realtà è più sfumata e vale la pena raccontarla con onestà, senza né allarmare né promettere che lavare meglio i capelli risolva un problema di caduta.
Il sebo non soffoca il capello
Il capello non respira attraverso la superficie della cute: il bulbo si trova nel derma ed è nutrito dal sangue attraverso la papilla dermica. Un velo di sebo in superficie non interrompe questo apporto, per la semplice ragione che non è da lì che arriva il nutrimento.
L'immagine del follicolo tappato che smette di produrre capelli è quindi una semplificazione, e come tutte le semplificazioni sposta l'attenzione sul posto sbagliato. Chi ha una cute molto grassa e vede capelli cadere di solito ha due fenomeni distinti che si presentano insieme, non uno che causa l'altro.
Perché le due cose compaiono spesso insieme
C'è un motivo per cui la coincidenza è così frequente. L'attività delle ghiandole sebacee è regolata in buona parte dagli ormoni androgeni, gli stessi che, in soggetti geneticamente predisposti, sono coinvolti nel processo che porta al diradamento progressivo lungo l'attaccatura e sulla sommità del capo.
In altre parole, sebo abbondante e diradamento possono avere una radice comune a monte, senza che il primo provochi il secondo. È una differenza tutt'altro che accademica: significa che sgrassare di più non ferma una caduta di origine ormonale, e che il percorso corretto passa da una valutazione medica.
Ci sono poi periodi in cui i capelli cadono per ragioni che nulla hanno a che vedere con la cute: nei mesi successivi a uno stress importante, dopo una malattia con febbre alta, dopo una gravidanza, in caso di carenze di ferro o disturbi della tiroide, o in seguito a diete molto restrittive. In questi casi la caduta è spesso diffusa su tutta la testa e tende a rientrare quando la causa viene rimossa.
Quello che il cuoio capelluto sente davvero
Detto che il sebo non soffoca il bulbo, la cute non è un dettaglio irrilevante. Un cuoio capelluto costantemente infiammato, arrossato, pruriginoso o desquamato è un ambiente meno confortevole, e il prurito porta a grattarsi, il che stressa meccanicamente i capelli e può aumentare la rottura del fusto.
Attenzione però alla distinzione: la rottura non è la caduta. Un capello che si spezza a metà lascia un moncone corto, mentre un capello caduto ha alla base un piccolo ingrossamento biancastro, il bulbo. Guardare cosa avete tra le dita aiuta a capire di quale dei due fenomeni si sta parlando, ed è la prima informazione utile da portare a una visita.
Quanti capelli al giorno sono normali
Perdere dai cinquanta ai cento capelli al giorno rientra nella fisiologia: ogni capello ha un ciclo di vita e viene sostituito. La percezione però inganna, perché chi lava i capelli ogni tre giorni vede nella doccia la somma di tre giorni e si spaventa, mentre chi li lava tutti i giorni ne vede pochi per volta.
I segnali che meritano attenzione non sono tanto i numeri quanto i cambiamenti: capelli visibilmente più radi in una zona specifica, riga che si allarga, coda più sottile alla presa, oppure una caduta abbondante che dura da più di due o tre mesi.
Cosa ha senso fare nel frattempo
Una routine sensata non ferma una caduta di origine ormonale o sistemica, ma mantiene la cute in condizioni migliori e non peggiora la situazione. Significa lavare i capelli con la frequenza che la vostra cute richiede, usando acqua tiepida e un massaggio delicato con i polpastrelli, senza unghie. Significa evitare di grattarsi, non abusare di shampoo secco e non tirare i capelli in acconciature molto strette per molte ore.
Su quanto spesso lavarli, se la cute è grassa, vale la pena leggere quello che abbiamo scritto su ogni quanto lavare i capelli grassi senza ungerli di più: diradare i lavaggi per paura di stressare i capelli è uno degli equivoci più comuni, e in genere non aiuta né la cute né la percezione della caduta.
Quando rivolgersi a un professionista
Se la caduta è abbondante e persistente, se notate un diradamento localizzato, se compaiono zone senza capelli dai bordi netti, oppure se alla caduta si accompagnano forte prurito, dolore o lesioni della cute, la strada è una visita dermatologica. Esistono esami semplici per orientare la diagnosi e percorsi definiti a seconda della causa.
Nessun prodotto cosmetico ha il compito di trattare una caduta patologica, e diffidare da chi lo promette è un buon criterio di selezione. Un cosmetico lavora sul comfort della cute e sull'aspetto dei capelli, che è già un obiettivo legittimo, ma è un altro obiettivo.
In sintesi
Il sebo non soffoca i follicoli e la cute grassa non è di per sé la causa della caduta. Le due cose compaiono spesso insieme perché possono condividere una regolazione ormonale a monte, e questo è esattamente il motivo per cui lavare di più non risolve. Curare bene la cute ha senso per il comfort e per la salute dell'ambiente in cui il capello cresce, ma se la caduta è significativa o persistente la risposta non sta in uno scaffale: sta in una visita.